C'è una voce che sorprende, né ironica né banale né cinica che racconta una storia piana, né ironica né banale né cinica.
Il linguaggio buca il foglio e ci riesce persino con un reader. Punture di spillo disseminate in lungo e in largo tra le pagine. Ad ogni puntura ti agiti e continui a leggere.
Viene spesso voglia di prendere nota, non tanto per il contenuto di una frase quanto per la semplicità che rende potente e nitido ciò che è essenziale. Pura evidenza di sentimenti, situazioni, persone, e dell'atrocità del tempo.
I confini di ciò che è buono o cattivo, di chi è buono o cattivo, puro o contaminato, ignorante o capace di insegnare tutto ciò che serve, ingenuo o saggio, com'è naturale si confondono al punto che alla fine questa è la sostanza della storia.
Poi in questa sostanza della storia c'è un'altra sostanza ed è il grido che la riempie dall'inizio alla fine.
La lotta estrema pacifica e brutale per il diritto a morire.
22/08/12
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2 commenti:
C'è proprio tutto.:)
Ciao giacynta,
è vero, c'è molto.
A presto,
Elena
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