
René Magritte, La bataille de l'Argonne (1959)
"La letteratura mi interessa dunque profondamente solo nella misura in cui esercita la mente a certe trasformazioni, - quelle in cui le proprietà eccitanti del linguaggio giocano un ruolo capitale. Certamente posso immergermi in un libro, leggerlo e rileggerlo con diletto, ma mi possiede sino in fondo solo se vi trovo i segni di un pensiero di potenza equivalente a quella del linguaggio stesso. La forza di piegare la parola comune a fini imprevisti senza spezzare le "forme consacrate", la cattura e la riduzione delle cose difficili a dirsi; e soprattutto il procedere simultaneo della sintassi, dell'armonia e delle idee (che è il problema della più pura poesia), sono a mio avviso gli oggetti supremi della nostra arte."
(Paul Valéry, intorno a Il cimitero marino)


