
(René François Xavier Prinet, Sonata a Kreutzer, 1901)
"Oh, è qualcosa di terribile quella sonata. E specialmente quel tempo iniziale. Del resto, la musica in generale è una cosa tremenda. Ma che cos'è poi? Io non lo capisco. Cos'è la musica? Che effetto ha su di noi? E perchè ha l'effetto che ha? Si dice che la musica abbia l'effetto di elevare l'animo, ma non è vero, sono sciocchezze! E' certo che un effetto ce l'ha, un effetto terribile, almeno su di me, ma niente affatto nel senso di elevare l'animo. Essa non ha l'effetto di elevare l'animo, e nemmeno di abbatterlo, bensì quello di eccitarlo. Come potrei spiegarglielo? La musica mi costringe a dimenticarmi di me stesso, a dimenticare la mia situazione concreta, e mi trasporta in una situazione diversa, che non è la mia; sotto l'influenza della musica mi sembra di sentire ciò che in realtà non sento, di capire ciò che in realtà non capisco, di poter fare cose che in realtà non posso fare. (...)
Di colpo la musica mi trasporta direttamente nella condizione spirituale in cui si trovava il suo autore al momento di scriverla. La mia anima si fonde con la sua, ed io mi vengo trasferendo insieme a lui da uno stato d'animo all'altro, ma perchè questo accada io non lo so. Certo colui che ha scritto la musica - mettiamo che si tratti della Sonata a Kreutzer di Beethoven - sapeva perchè si trovava in quel tale stato d'animo, che lo spingeva a compiere determinati atti e che perciò per lui aveva un senso; ma per me, invece, non ne ha nessuno. E appunto per questo la musica non fa che eccitare, ma non conclude. (...) Un pezzo come quello lo si può sonare solo in certe circostanze, particolarmente gravi e significative, e solo quando bisogna compiere certe azioni di un'importanza corrispondente a quella musica. Lo si può sonare per fare poi ciò a cui quella musica ci ha diposti e preparati. Invece una sovreccitazione - inopportuna sia per il luogo che per il momento - di un'energia o di un sentimento che non hanno poi modo di manifestarsi, non può non avere un effetto distruttivo. Perlomeno su di me l'esecuzione di quel pezzo ebbe un effetto terribile: fu come se mi si scoprissero sentimenti nuovi, che mi pareva di non aver mai conosciuto, come se mi si svelassero nuove possibilità di cui fino ad allora non avevo avuto sentore. Fu come se una voce mi parlasse nell'intimo e mi dicesse: ecco com'è che si deve vivere e pensare, e non come vivevi e pensavi prima! Non potevo assolutamente rendermi conto in che consistesse quella novità che mi si era rivelata, ma la semplice coscienza di questa nuova condizione spirituale mi dava molta gioia. Tutte le persone che avevo lì intorno, compreso lui e mia moglie, mi apparivano adesso in tutt'altra luce."
(Lev N.Tolstoj, Sonata a Kreutzer)