
Claude Monet, Les Nymphéas, (Les Nuages), 1903
"Che cosa infine mi definisce più strettamente?
Non i miei ricordi precisi – giacché li perdo. Un solo incidente potrebbe riprodurre anni e persone che ho dimenticato. Anche i miei ricordi non distrutti sono alla mercé delle rievocazioni, ossia degli avvenimenti esterni. Io sarei dunque una conseguenza di ogni incidente, sarei tutto fuori di me stesso.
Non i miei sentimenti attuali, troppo presi a prestito – troppo occasionali.
Forse… certe abitudini a lentissima variazione. Le mie facilità e le mie difficoltà. Le mie impossibilità. Le mie possibilità.
E poi qualcosa di vago che emana dai ricordi, un generico vapore di fatto e di non fatto…
Ma questo io è soltanto un risultato… Così come la persona imita prima di essere come sé…"
(Paul Valéry, Quaderni, Vol. IV)
da Il compagno segreto (n.10)