"[...] Ma per me la domanda interessante è: cos’è che ha fatto sì che i libri diventassero una parte meno importante del dibattito culturale? [...] Ecco, secondo me molti di noi si dimenticano che in parte la colpa è dei libri stessi. È che probabilmente, sai… si crea una sorta di circolo vizioso per cui, man mano che gli scrittori perdono importanza a livello commerciale e rispetto alla cultura di massa, cominciano a difendere il proprio ego parlando sempre di più fra loro. E ponendosi come una sorta di conventicola chiusa in se stessa che non ha niente a che fare con i reali, normali lettori.
E quindi no, non credo che i libri siano passati di moda. Credo che debbano trovare modi radicalmente nuovi di svolgere il proprio compito. E penso che noi, per esempio, come generazione, non siamo stati granché bravi in questo. [...]
[...] Certe cose influenzano il tipo di esperienze interiori che uno vive. E i sentimenti di cui la letteratura deve parlare. Cioè, una persona di oggi passa molto più tempo di fronte a un monitor. In stanze illuminate dai neon, nei cubicoli degli uffici, a un capo o all’altro di un trasferimento di dati. E cosa significa essere umani, e vivi, ed esercitare la propria umanità in questo genere di scambio? [...]
[...] Secondo me il motivo per cui la gente si comporta male è che fa veramente paura stare al mondo ed essere umani, e siamo tutti tanto, tanto spaventati. [...] La paura è la condizione di base, e ci sono motivi di tutti i tipi per essere spaventati. Ma [...] il nostro compito qui è di imparare a vivere in modo tale da non essere costantemente terrorizzati. E non nella posizione di voler usare qualunque strumento, di usare le persone per tenere lontano quel tipo di terrore. Io la penso così. [...]
[...] c’è una sorta di strana insoddisfazione, di vuoto, al cuore del proprio essere, che non si può colmare con qualcosa di esterno. Secondo me funziona così da sempre, fin da quando gli uomini primitivi si picchiavano con le clave. Anche se si può descrivere in mille parole e in mille gerghi culturali diversi. E la sfida che ci si prospetta, in particolare, sta nel fatto che non c’è mai stata così tanta roba, e di qualità tanto alta, proveniente dall’esterno, che sembra tappare provvisoriamente quel buco, o nasconderlo. [...] Personalmente, credo che se è tamponabile in qualche modo, lo è solo grazie a degli strumenti interiori. "
"E alla fine, naturalmente, si finisce col diventare sè stessi"
da Minima Et Moralia
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27/09/11
19/05/11
Paris, Texas
I vecchi filmini di famiglia lasciano inermi. Uno strato di carta velina si deposita intorno agli occhi, sulle mani distese in ordine. Le figure - danzando distratte in una dolcezza lontana e innocente - si sottraggono con leggera indifferenza alla vista di sè stesse che le fissano al di là di un velo sottile come da un altro sogno. Quell'indifferenza calcolata uccide. Chissà se per questo sui sorrisi sfuggenti fiorisce un accenno di imbarazzo e poi un saluto preciso un frammento di sguardo colpevole al sè stesso bloccato in un altro tempo, a guardare.
Paris, Texas sospende a mezz'aria toni e giudizi: è un solco calmo che divide in due qualunque esistenza, mentre ci si osserva - immobili - gli squarci lasciati dentro da un vecchio filmino. Quel pezzo di deserto polveroso e frusciante di vecchi giornali che siamo fin da quando cominciamo a essere, e dove non siamo mai stati.
Paris, Texas sospende a mezz'aria toni e giudizi: è un solco calmo che divide in due qualunque esistenza, mentre ci si osserva - immobili - gli squarci lasciati dentro da un vecchio filmino. Quel pezzo di deserto polveroso e frusciante di vecchi giornali che siamo fin da quando cominciamo a essere, e dove non siamo mai stati.
15/05/11
Il privilegio
"Jeb (...) non aveva mai sentito le parole "pestilenza", "bacillo", "infezione" e "cancro" riferite ad altri esseri umani".
(Bruce Chatwin, Anatomia dell'irrequietezza)
(Bruce Chatwin, Anatomia dell'irrequietezza)
31/03/11
23/02/11
Il gioco
"Per chi è destinato a svegliarsi, nel corso della propria esistenza, non importa quale sia lo strumento che conduce il gioco, per alcuni può essere un’immagine, per altri una parola, per altri ancora una persona, ciò che importa è il destarsi del ricordo di ciò che siamo, di chi siamo, per potere sopportare tutto il resto. E si tratta di ricordare, perché non si può sapere quel che non si conosce."
da >>tempus fugit
da >>tempus fugit
15/02/11
Dimenticare capire
Quella strana cosa della visione periferica e poi un titolo misterioso.
Nei giorni successivi, durante un pranzo in cui ho iniziato a leggere il racconto sui bambini bruciati e non ci sono riuscita, e però ho cercato di farlo lo stesso sorvolando sulle cose più insopportabili e rendendo così quello che avevo letto un attimo prima falsamente sfocato e periferico, e in questo modo fissandolo ancora di più nella mente e nel ricordo involontario, incidendolo tanto che poi il pomeriggio guidando non smettevo di lacrimare e singhiozzare, non ho capito subito. E più non capivo più mi ribellavo e mi scoprivo veramente incazzata furibonda con Wallace e mentre guidavo gli gridavo e singultavo dietro del perchè aveva dovuto scrivere quelle due pagine orrende. Minuti senza ragione. Poi tutto si è pacificato dentro improvvisamente, e sono arrivata a casa. Non ho più pensato a tutto quel dolore, risucchiata dall'odore di figlie e dal cibo serale, da hobby serissimi e frivole incombenze casalinghe. Quella sera dopo aver letto due pagine di animali marini e aver accarezzato la schiena della piccola tenendo la mano leggera della grande sul fianco, ho visto qualcosa, gli occhi ancora aperti. Quello che poteva voler dire. Che nonostante tutti gli sforzi di avvolgere in morbide coperte fresche e cure esteriori un'innocente creatura bruciata dal dolore, è molto più facile che si continui involontariamente - forse - ad ucciderla con ferite intime e invisibili, cose a cui per lo più nessuno pensa, piuttosto che con ustioni plateali. E quando ti accorgi di quel genere di ferite è tutto inutile, è davvero troppo tardi.
25/01/11
Grace
"There's the moon asking to stay
Long enough for the clouds to fly me away
Well it's my time coming, i'm not afraid to die
My fading voice sings of love,
But she cries to the clicking of time
Of time
Wait in the fire...
And she weeps on my arm
Walking to the bright lights in sorrow
Oh drink a bit of wine we both might go tomorrow
Oh my love
And the rain is falling and i believe
My time has come
It reminds me of the pain
I might leave
Leave behind
Wait in the fire...
And I feel them drown my name
So easy to know and forget with this kiss
I'm not afraid to go but it goes so slow"
23/12/10
Auguri
Adesso dunque dobbiamo pensare a cosa prepare per cena, per pranzo, cosa bere, cosa regalare. Dobbiamo decidere cosa augurarci e cosa augurare. Adesso é festa e dobbiamo stare bene. Adesso non facciamoci prendere dalle malinconie e dai rancori. Apriamo le finestre e liberiamo i pensieri errabondi nella primavera romana in confusione al bivio tra un solstizio e un'eclissi. Adesso guardiamoci i telemediagiornali con l'attenzione giusta per capire cosa dicono e soprattutto cosa non dicono e di quello che dicono come lo dicono. Questo mi fa riflettere sulle persone di cui a volte mi sono circondata, quelle delle quali ho avuto la sola accortezza di accertarmi che tradissero tutte le mie principali aspettative. Adesso stiamo attenti a non andare fuori tema. Adesso l'unica cosa di cui mi voglio accertare é che questo vino non sappia di tappo. Che questa ragazza di dodici anni venuta a guardare la rappresentazione di una bambina di sei perché è la sorella della sua compagna di banco attraversi la strada concentrata e fili dritta a casa. E che una volta a casa la sua compagna di banco le passi tutti i compiti che lei di sicuro non ha trascritto correttamente. Adesso vediamo cosa possiamo dirci seduti intorno alla tavola che possa risultare di qualche minimo reale interesse di uno per l'altro. Vediamo come possiamo disegnare uno schizzo della infinitesima parte dell'ombra deformata di chi siamo. Marchiando a fuoco chi e cosa guardiamo, tocchiamo. Ecco. Adesso viviamo, con la giusta rabbia.
17/12/10
Gli italiani
"L'intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
da uno dei milioni d'anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,
di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l'ha mai liberato.
(...)"
(Pier Paolo Pasolini, Gli italiani )
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
da uno dei milioni d'anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,
di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l'ha mai liberato.
(...)"
(Pier Paolo Pasolini, Gli italiani )
13/12/10
Dedica al mio specchio
"La contemplazione di sé è una maledizione
Che rende peggiore la vecchia confusione
... ...
Lo specchio dice qualche fatto veritiero,
ma non tanti da valere un costante pensiero."
(Theodore Roethke, Lines upon Leaving a Sanitarium)
Che rende peggiore la vecchia confusione
... ...
Lo specchio dice qualche fatto veritiero,
ma non tanti da valere un costante pensiero."
(Theodore Roethke, Lines upon Leaving a Sanitarium)
10/12/10
You better turn around
Non saranno mai (più) le manovre ben note e sempre più a carte scoperte del potere a saperci soprendere quanto la turpitudine di chi prova ammirazione per lo sfregio, e persevera nel non volersi sottrarre alla desertificazione a patto di avere davanti a sé eternamente la prospettiva del possesso di un nuovo tipo di schermo. Per ammirare in alta definizione l'annichilimento della propria innocenza.
Eternal life is now on my trail
Got my red glitter coffin man, just need one last nail
While all these ugly gentlemen play out their foolish games
There's a flaming red horizon that screams our names
And as your fantasies are broken in two
Did you really think this bloody road would pave the way for you
You better turn around and blow your kiss hello to life eternal
Angel
Racist everyman, what have you done
Man, you've made a killer of your unborn son
Crown my fear your king at the point of a gun
All I want to do is love everyone
And as your fantasies are broken in two
Did you really think this bloody road would pave the way for you
You better turn around and blow your kiss hello to life eternal
There's no time for hatred, only questions
What is love, where is happiness, what is life, where is peace
When will i find the strength to bring me release
Tell me where is the love in what your prophet has said
Man, it sounds to me just like a prison for the walking dead
And i've get a message for you and your twisted hell
You better turn around and blow your kiss goodbye to life eternal
Angel
(Jeff Buckley, Eternal Life)
Eternal life is now on my trail
Got my red glitter coffin man, just need one last nail
While all these ugly gentlemen play out their foolish games
There's a flaming red horizon that screams our names
And as your fantasies are broken in two
Did you really think this bloody road would pave the way for you
You better turn around and blow your kiss hello to life eternal
Angel
Racist everyman, what have you done
Man, you've made a killer of your unborn son
Crown my fear your king at the point of a gun
All I want to do is love everyone
And as your fantasies are broken in two
Did you really think this bloody road would pave the way for you
You better turn around and blow your kiss hello to life eternal
There's no time for hatred, only questions
What is love, where is happiness, what is life, where is peace
When will i find the strength to bring me release
Tell me where is the love in what your prophet has said
Man, it sounds to me just like a prison for the walking dead
And i've get a message for you and your twisted hell
You better turn around and blow your kiss goodbye to life eternal
Angel
(Jeff Buckley, Eternal Life)
03/12/10
Scrosci
(...) "Un bel risotto, una base di olio e cipolle rosse lasciare rosolare piano, poi il radicchio tagliato a listelli sottili che cuoce piano nel soffritto con un bicchiere di vino rosso. Apro un vino della Valtellina, Il Pettirosso di Ar.Pe.Pe., 1997, un igt notevole, vino di 13 anni che sembra fresco come un giovincello, pieno di profumi" (...)
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