Spirito teso a strappi di allucinati affanni di purezza... morbidi echi convulsi di un io nascosto dietro organi e viscere, fra risacche liquide in cui specchiarsi, risvegliarsi, riconoscersi, e bersi
e ritorni e ritorni di me, ancora, stordita tra ali di cupa poesia incerta tra questa eterna ossessione: il martello incessante di doversi gridare al di fuori, smembrando i confini dei corpi
o il sapersi incapace di farlo e tornare a morire.