01/02/10

Chiedersi niente


Che razza di piacere. Starsene in piedi al freddo sotto il cono di luce gialla di una cappa aspirante e scricchiolii legnosi come idee stantie. Una breve incursione sotto la coltre notturna appena rischiarata da un lampione a gas. Respiri irregolari su echi di passi vicini e invisibili sull'acciottolato lucido della mente, percezioni dilatate vagamente feline. E' il segreto a fare il piacere? Il tempo rubato. In piedi e solo un pò all'erta, a flirtare col buio, complice un nuovo libro dalla copertina rosa cipria sgualcita, maneggiata a lungo. Toccato, goduto, trasportato, tenuto accanto in luoghi diversi da persone diverse, il mio libro. Ora lo possiedo, a meno che non sia il contrario. Un libro femmina. Quando è arrivato tra le mie mani ho guardato al suo interno, cercavo qualcosa tra i fogli di carta: note, nomi, scarabocchi misteriosi, pezzetti di altre vite, voci di altri tempi e amori, anni perduti, ritrovati in un biglietto, segni, qualunque cosa che raccontasse di altre anime irretite, perdute, conquistate da una strana storia. Ho trovato qualche macchiolina, pieghe agli angoli per segnare il passo, pagine ombrate di fumo, odori di carta e aromi di cucina pronti ad essere resi al primo curioso indagatore di profumi. E' stato amato questo libro, è così, perchè io lo amo. Libro femmina come ho detto. E non solo per il rosa. O perchè il suo nome tintinna e scampanella come un gingillo metallico che cada sul pavimento, e poi scivola via liscio sul cognome, promettendo sguardi setosi e lucenti. Libro femmina attento, che come tutti quelli della sua razza a tratti si dimena come un cane bagnato per scrollarsi di dosso il più piccolo indizio rivelatore di una qualsiasi tenerezza. Ma che poi, solo un momento dopo esserci riuscito, si abbandona trionfante su una vecchia poltrona e ride sfrontato, e in quel preciso momento ci cade dentro e si scioglie, e mi chiedo se non siano quelli i momenti migliori se proprio per questi sia valsa la pena sopportare tanto inutile odioso e tipico controllo femminile di sè. Un controllo profuso ad uso di quale mondo, mi chiedo di nuovo? Del mondo femminile post-moderno (ma che vuol dire?) o piuttosto di quello maschile nostalgico, e se fosse finalmente di quello che non si chiede niente dell'uno o dell'altro e volesse sentir dire qualcosa di anima, ragione e amore? Fosse anche per questo dovrei dire capisco il perchè, so perchè lo fai, quando scrivi, niente di strano. Io lo faccio quando vivo.

7 commenti:

Ettore Fobo ha detto...

Ho letto tutto molto in fretta, perchè veloce e appassionante. Se ho capito bene, è un libro usato. Il tuo amore per i libri è commovente.Ciao.

Elena ha detto...

Si. E' un libro usato. E si, amo i libri, come idea e come oggetti e come compagni, e contenitori, suggeritori, simboli, esseri. E alcuni di loro, usati, letti, impregnati della mia stessa passione, perdutamente. Mi fanno amare me stessa, credo.
Ciao, Ettore.

giulia ha detto...

La tua passione per i libri è molto chiara. La tua ricerca continua attraverso di essi anche. Mi inchino, cara Elena e ti leggo sempre con grande piacere.

Graziano Spinosi ha detto...

Grazie, Elena.
Un caro saluto.

G.

Elena ha detto...

Ciao Giulia, che belle intersezioni trovo da te, i libri, la poesia, Borges.. Bellissimo, grazie
Un abbraccio

Caro Graziano,
di cosa? Sei un punto di riferimento qui, lo sai.
Il saccheggio è di una volgarità inaudita.
A presto

Elena

elisa ha detto...

Bella sei quando ti regali nei dettagli di una passione di un amore..
Libro femmina è un concetto che non mi aveva mai sfiorato è fascinoso..

Elena ha detto...

Cara Elisa.. che strana vicinanza è questa nostra, fatta di silenziosa presenza.
Ma è stato davvero il libro a suggerirmi questo pensiero.
Ti abbraccio
Elena