04/03/09

Le mattine di marzo















Mattine di marzo spente di nuvole
in rapidi scarti di strada
Non fosse per questo lago di asfalto che
allunga il passo specchiando intenzioni
resterei, qui. Per questo nodo di legno contorto.
Per gli stormi neri che frusciano il vento, sperdono lontani frastuoni.
Invece no, vado avanti, lascio l'autobus pieno di braccia e volti
perso per pochi passi,
l'accettazione rilascia onde di euforia
non afferrare un attimo mi sta portando altrove
altri autobus pieni di volti
dentro altri attimi
altri respiri, di mattine di marzo

4 commenti:

maliarda ha detto...

Spendidissima la foto!

*un abbraccione*

m, triste per il suo lavoro di m*rda (ma almeno ho un lavoro)

Elena ha detto...

Grazie ma ho visto le tue ultime, di foto e sono davvero bellissime!
p.s.
lasciamo perdere il discorso lavoro
non bisogna lamentarsi al momento, mi si dice, e allora va bene, non lo farò... :-)

Davide ha detto...

Ciao Elena,
trovo il tempo per una visita presso la tua nuova dimora.

Mattina di Marzo quasi uscita dalle tue parole.

Un saluto
Buona giornata.

Ciao

Davide

Elena ha detto...

Si, anche qui a Roma..
Grazie Davide :-)